giovedì 15 settembre 2011

Gioco di Donna ...


Quando finalmente riesco a vivere notti,
come quella che mi sto lasciando alle spalle ...

mi ritrovo con un leggero sorriso ad accogliere le prime luci di questo nuovo Lunedì mattina,
pensando di esser più fortunata di quello che mediamente è il mio pensiero.
Quanto piccole e semplici, sono le cose che mi fanno star bene?
Veramente mi accontento quasi del nulla,se per una notte sento che posso esser io e sorridere,
con due occhietti vispissimi, sempre sotto le ciglia abbassate, non si sa mai che la magia finisca prima della speranza ...
Questa notte è stato un balcone che dà all’interno di un vecchio cortile, sono sola.
Incondizionatamente libera di scegliere come spendere il mio tempo.
Ci penso, mentre sento di aver voglia di vivere qualcosa di speciale, qualcosa che non faccio da qualche tempo e che mi  fa star bene, bene veramente.
La scelta è ovvia, ovvia per me... Questa notte ho acceso le mie candele, quelle che sfidano la brezza di una sera e una notte di primavera,  i miei libri di fotografia, qualcosa da sorseggiare di un po’ alcolico.
Sfumacchiando una sigaretta, scelgo nel mio vasto mondo della musica,quella che ascolti quando è il momento, quella che ha qualcosa di speciale, quella che hai voglia di sentire ora, 
tra immagini in bianco nero, la vera fotografia d'autore, un magico Peter Lindberg,o un Bruce Weber d'autore.
Quel ritratto in bianco nero segnato da un biglietto piegato, è il volto bellissimo di un grande jazzista, forse il mio preferito da sempre.
Ho quasi tutti i suo dischi, ed ecco che anche la scelta della musica è ovvia,Chet Beker è Weber....
E' la colonna sonora del film sulla vita del trombettista bello e dannato, raccontata attraverso l'obiettivo documentaristico di Bruce Weber in " Almost Blues "...
Così semplicemente per me è già magia ...
Chiudo gli occhi mi faccio trasportare da quelle note,
mentre la mano poggia sulla foto di quel volto così bello e così distrutto dalla vita, è una foto fantastica, altro che le macchine di oggi,
questa è una lastra, questa si è vera fotografia !

Sento, lo sento che sto bene.
E' quasi un'emozione, non capita così spesso...

Penso a lei, sarà tornata dal suo giro tra l'arte?
Penso a lui che sono certa, non sta dormendo e a lei che si starà dando da fare anche ora?
O avrà trovato un angolo di spazio anche per se stessa?
Penso a loro, a miei amici e li sento così vicini ora ... Loro non lo sanno, ma sono sempre tutti nei miei pensieri,quando il pensiero è libero e si alza alto in cielo poggiato sulle note di quella tromba che non suona più...
Accendo dopo un po’ un'altra sigaretta, voglio continuare a sfogliare il libro ancora,
e il famoso foglio piegato cade in terra, che cos'è?
E' certamente un dei miei tanti abbandonato qui,e nemmeno so il perché...
Lo sapevo, è questo cos'è? Non ha data, non ha nomi ...!
Mi faccio arrabbiare da sola quando lascio in giro pezzi di vita così, sembra sempre che non voglia che ricordi chi e quando ...ma devo ricordare di averlo vissuto,
ovvio che è così mi conosco !


" ... La pioggia batteva sui vetri di quel piccolo bar,
a mezza strada tra la loro vita di tutti i giorni ... e quel momento.
Non aveva capito subito dove sarebbero andati a finire, non aveva capito come di lì a poco si sarebbero trovati abbracciati l'uno all'altra
quasi senza parlare, quasi senza domandare ...
Il suo sguardo si era interrotto, un attimo infinito.
Il tempo sembrava fermarsi lì per sempre, sembrava giocare a rimpiattino tra i loro sguardi ed il suo sorriso.
Quasi attendesse l'evolversi dei fatti ... Lì l'aveva baciata,
lì una piccola scintilla s'era fatta ribelle,
inconsueta aveva sospinto l'uno nelle braccia dell'altra ...
li aveva uniti senza lasciar capire loro nulla... Le piacevano ora le sue mani,
le piaceva sentirlo sussurrare il suo nome ....
L'aveva lasciato fare e lei stessa non si era negata nulla ...
Non era come fare l'amore, soltanto ...
Non era come trovarsi per caso lì, in quello stesso momento, col suo stesso pensiero.
Non era un desiderio troppo forte da trattenere. Non era come averlo aspettato da sempre.

Era il volo improvviso, inatteso, di un gabbiano in riva al mare ...
Era la foglia sospinta, abbandonata, al capriccio del vento ...
Una lettera aperta senza parole custodita nel tempo.
Era un nome, una parola, erano occhi da scrutare e labbra da sfiorare per sentirne l'odore,
la sua anima uno scrigno da riempire ...
Era una, due, tre volte la vita intera,
semplicemente i loro corpi all'unisono e le loro labbra senza più parole,
nei loro occhi uno stesso identico pensiero a soffocare in gola un canto leggero.

Per tutto il  tempo del temporale ..."

Lo porto con me …
Oggi tornerà tra i tanti, chissà …
Ma è stata una bella Notte !


2 commenti:

  1. oh che bello, sei qui!^-^
    E quanto amo questo post...lo rileggerei senza stancarmi mai!

    Quando prendo lo spazio e il tempo per me stessa devo pagare il biglietto...ora mi è chiaro solo questo.

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  2. Bisogna avere dello spazio per se stessi, altrimenti il nostro animo inaridisce dentro e non potrebbe dare più nulla, nè a noi stesse nè agli altri ...
    Visto io sono qui con te ma Baby ? aiutami a convincerla! Bacioni a re e alla tua bellissima famiglia! Ti voglio bene ....

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